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Un po’ di storia

Pro Loco Vercurago San Gerolamo

Storia di Vercurago

Vercurago – l’ultima frontiera, luogo di confine e scontri tra diversi poteri

Oltre quattromila anni, ci separano dagli antichi che per primi abitarono questi territori. I primi frequentatori del territorio di Vercurago probabilmente appartennero alla cultura di Polada. Nella vicina Calolziocorte infatti, sono stati rinvenuti i resti dei pali delle palafitte costruite da questa popolazione lungo le sponde dell’Adda. Questa civiltà viveva in villaggi palafitticoli costruiti lungo le rive dei numerosi laghi e dei corsi d’acqua e tracce di questa civiltà sono state rinvenute in tutto il lecchese.

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Primi insediamenti

I primi insediamenti stabili risalgono alla prima età del ferro, costruiti da alcuni membri della popolazione celtica. L’insediamento e i reperti edilizi e ceramici contenuti vennero rinvenuti durante una campagna di scavi archeologici in prossimità del castello dell’Innominato. Essendo posizionato sull’altura dove oggi sorge il castello, l’insediamento si trovava in un luogo strategico dato che permetteva il controllo visivo del lago e delle vie di comunicazione verso le valli alpine. I rimaneggiamenti subiti dal terreno e l’utilizzo dei reperti archeologici per la costruzione del castello non hanno permesso l’individuazione di strutture ben definite e i resti individuati sono relativi alle fasi più tarde dell’insediamento. Durante gli scavi sono state rinvenute le fondamenta di abitazioni e diversi reperti ceramici che oggi sono custoditi nel museo archeologico di Lecco.

La strada pedemontana che collegava le città di Brescia, Bergamo e Como, e che certamente a quel tempo attraversava il territorio di Vercurago, venne ricostruita e migliorata in epoca romana. La strada guadava il fiume Adda all’altezza di Olginate grazie ad un ponte in pietra risalente al III secolo del quale oggi ne rimangono i resti dei piloni esagonali che lo costituivano. Il territorio vercuraghese entrò a far parte dell’amministrazione romana diventando membro del circondario di Bergamo.

Caduta dell’Impero Romano

Con la caduta dell’Impero Romano, le popolazioni barbariche iniziarono una serie di battaglie per la conquista dell’Italia ed un susseguirsi di guerre, più o meno lunghe, attraversarono il nostro territorio fino al dominio longobardo che durò fino al 774, quando Carlo Magno, occupò gran parte dell’Italia. È di questo periodo che il villaggio di Vercoriaco venne citato per la prima volta in un documento scritto, un documento datato 3 marzo 814. Il testamento di Rotprando de Watingo, ricco nobile di origine longobarda, il quale trovandosi senza eredi decise di lasciare gran parte dei suoi beni alla basilica di sant’Ambrogio di Milano e diede il permesso ad un certo Punno di comprare alcuni dei suoi terreni. Tra i terreni elencati nel documento viene dichiarata per la prima volta l’esistenza del villaggio di Vercoriaco e dell’Oratorio dedicato a San Protasio.

Il Medioevo

Seguì poi un periodo sotto il dominio della famiglia bergamasca dei Benaglio, sino al Trecento, quando le battaglie tra guelfi e ghibellini si inasprirono al punto che il 30 marzo 1297 Lecco e i territori guelfi circostanti, Vercurago compresa, vennero messi a ferro e fuoco da Matteo Visconti, signore di Milano, il quale riuscì a catturare e deportare a Milano Filippo Benaglio. Nel 1299 è citata per la prima volta la chiesa di Sumasca San Bartolomeo. Con la fondazione di questa chiesa nacque di fatto il villaggio di Somasca che rientrava all’interno dei possedimenti dei Benaglio e nella pieve di Garlate.

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Chiusa di Vercurago

Il continuo aumento di tensione tra la fazione guelfa e quella ghibellina diede il via una lunga serie di battaglie tra le comunità guelfe di Calolzio e Vercurago e quelle ghibelline di Olginate e Garlate. La prima battaglia dalla quale ne uscirono vittoriosi i ghibellini di Olginate che riuscirono a cacciare la famiglia guelfa dei Benaglio spogliandola dei loro averi. Vercurago ritornò veneziana dopo la riconquista della Valle San Martino messa in atto dal condottiero Bartolomeo Colleoni che si concluse con la pace di Lodi.

Costruzione della dogana

Una volta stabilizzati i confini si decise di costruire una dogana sul confine tra Vercurago e il Ducato di Milano. I muri di confine partivano dal castello di Somasca per poi gettarsi nell’Adda. Nel punto in cui attraversavano la strada per Bergamo era presente una dogana presenziata da guardie. Il confine era costituito da due muri distanti circa 185 metri, quello veneto dalla parte di Vercurago e quello milanese, chiamato “il muro della chiusa, nella località di Chiuso, che assunse questo nome proprio a causa della presenza del confine.

La costruzione del muro di confine portò nel corso dei secoli, in particolar modo nel Seicento, ad un’ondata di violenze tra gli abitanti di Vercurago e quelli di Chiuso. Nel 1469 i Benaglio, che ancora governavano Vercurago e Calolzio, ottennero il titolo di conti dall’imperatore Federico III. Durante la guerra per il dominio dei territori lungo l’Adda, Vercurago e l’intera Valle San Martino vennero saccheggiati e distrutti talmente tante volte che in alcune annate, il governo Veneziano decise di esentarli da ogni tassa e dovere verso la Repubblica.

Centro storico

Il centro storico è caratterizzato da una moltitudine di piccole vie e dalla piccola piazza Marconi sulla quale si affacciano gli edifici più antichi dell’abitato. Vicino alla Chiesa SS.Gervasio e Potrasio sono presenti due scalinate che portano alla frazione di Somasca. La frazione è anche raggiungibile grazie a una strada che parte dal rione Gallavesa locato vicino all’omonimo torrente al confine con Calolziocorte. Nel primo dopoguerra, dato il rapido incremento demografico, iniziò lo sviluppo della città attorno alla strada provinciale e al lago. Inoltre, nei pressi della foce del Gallavesa si è andata a formare un’area industriale con la costruzione del complesso industriale Pirelli.

Da alcuni anni, con la costruzione di un complesso residenziale costruito su quella che era l’area industriale è stata inaugurata la pista ciclabile panoramica collegata all’itinerario ciclabile lungo le rive dell’Adda e per, la riduzione dei volumi di traffico che transitano nel centro del paese, è in corso la costruzione della galleria di San Girolamo, una variante della strada provinciale scavata al di sotto della frazione di Somasca.

Località e frazioni

BESENO
È una località rurale posta lungo il torrente Gallavesa

È un magnifico poggio agricolo alle falde del Crocione posto lungo il torrente Gallavesa. A causa della sua conformazione territoriale Vercurago non è particolarmente favorevole all’agricoltura estensiva, ma nonostante ciò, sussistono ancora delle realtà la cui produzione è caratterizzata per lo più sulla coltivazione di ortaggi, cereali, frutta e vitigni ed animali della fattoria. Inoltre i boschi sono ricchi di castagni che continuano a essere apprezzati ancora oggi. Qui sono presenti delle aziende agricole che continuano queste tradizioni.

GALLAVESA
Gallavesa

Si trova sul confine con Calolziocorte lungo la strada provinciale. Il nucleo abitativo si è sviluppato attorno alla casa padronale degli Scola con l’attivazione delle prime filande e dei mulini.  Nei primi anni del ‘900 il complesso è stato trasformato nell’istituto per frenastenici fondato da Antonio Gonelli-Cioni. Gli edifici che lo componevano erano in gran parte quelli destinati alla residenza dei braccianti oltre a una piccola cappella che serviva la casa padronale.

FOLLA

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Folla

Si trova nella frazione di Somasca lungo il torrente Gallavesa. Le prime testimonianze risalgono alla fine del XV secolo, quando è menzionato un mulino ed una fóla, cioè una macchina idraulica per la battitura e il lavaggio dei panni, la quale ha poi dato il nome alla piccola località.

MALPENSATA

Un rione industriale, oggi rinato a nuova vita, con la costruzione di un complesso residenziale sull’area che un tempo era occupato dalla Pirelli. Qui troviamo anche il lido, storico centro balneare e sportivo.

SOMASCA
Somasca

L’abitato di Somasca, è posto nella fascia collinare del paese. È stato costruito attorno alla Basilica di San Bartolomeo e San Girolamo Emiliani. Da qui partono le strade che portano alle altre località montane del territorio. Importante centro religioso è il Santuario di Somasca, dove Gerolamo Miani fondò la sede dei padri Somaschi. La basilica dedicata a S. Gerolamo fu ricostruita sulle basi di una precedente chiesa nel 1589, più volte rimaneggiata nel corso dei secoli, attualmente ha l’aspetto di un leggiadro Barocco. All’interno si conservano le spoglie del Santo, affreschi e tele di Carlo Ceresa, famoso pittore Bergamasco d’inizio XVII secolo.

Su di una rupe, che si raggiunge tramite una bella stradina acciottolata, contornata da cappelle raffiguranti la vita del Santo, si raggiunge prima la “Valletta” dove vi sono due chiesette, una dove pregava il Santo e l’altra chiesa cimiteriale dei padri Somaschi, continuando per una breve mulattiera, si trovano i resti di un castello, costruito in luogo strategico a difesa del territorio sul confine tra la Repubblica Veneta e il Ducato di Milano. La Rocca, secondo la tradizione, viene attribuita alla residenza dell’Innominato, personaggio dei “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni, la descrizione fatta nel romanzo della zona è molto rispondente alla realtà.

Cascina Malvada e Cascina Provada come le altre sono situate a Somasca lungo il corso del torrente Gallavesa.

Storia di Vercurago – Pro Loco Vercurago

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